Monday, September 22, 2008

intenzioni e scuse

Mi ricordo i vecchi tempi dei diari iniziati e mai finiti, l'eccitazione della prima pagina bianca, la scelta del nome... era come incontrare una nuova amica e prepararla ad accogliere la tua vita o spesso la parte tragicomica di questa . Credo sia una cosa che appartenga più all'universo femminile quella di rivivere gli eventi successi tra righe e quadretti, forse è la paura di dimenticare chi eravamo che ci spinge a svelarci tramite la scrittura  o forse è solo la nostra dipendenza alla malinconia, ma sta di fatto che INIZIARE un diario era un vero piacere.
Questo piacere immenso però tendeva a consumarsi, nel mio caso, in meno di una settimana. Le casue penso siano molteplici, partendo dall'odio per la mia calligrafia poco femminile che lapidava e tutt'ora lapida ogni principio di estetica, continuando con il fatto che ero circondata da bambini maschi e selvaggi che mi hanno resa un pò "selvaggio" anche a me per cui, anche io come loro, apprezzavo le pozzanghere e il calcetto più che la scrivania. Solo verso i 18 anni riuscii a tenere una sorta di quadernetto in cui appuntavo eventi particolari della mia adolescenza e della storia del mondo scrivendo ogni tanto qualche poesia credendomi poeta e forse essendolo anche un pò, e se devo essere sincera è deliziosamente divertente rileggerlo. Proprio riguardando quello che avevo scritto mi è tornata la voglia di INIZIARE un qualcosa. Nel 2008 però il diario lascia posto al blog perchè in fondo il mio quadernetto è da tanto che ha lasciato il posto al mio computer. Ed eccomi qua a blablablare intorno a tutto  e niente e a scommettere che la prossima settimana mi sarò già dimenticata di questa pagina.
greta

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